Necroshine - Dechristianrites

R  E  V  I  E  W
    Necroshine
    Dechristianrites

    Year: 2017
    Genre: Black Metal
    Label: 
    Kult of Satan Productions
    Country: Italy
    Line Up:
    Mantra - vocals
    Necro - guitars
    Snake - bass
    Daeva - drums

    Cover artwork by Marghe


    I veterani Necroshine, attivi ormai da un ventennio, nel 2017 stampano il loro quarto full-lenght Dechristianrites: già dal titolo si intuiscono le tematiche trattate e le intenzioni della band rimasta coerente negli anni. 

    Fautori di un Black Metal old school che punta dritto al sodo, riff schiacciasassi per un assalto frontale senza compromessi, accordoni decisi, tremolo picking e qualche palm muting qua e là, una batteria sostenuta e una voce rude priva del classico, talvolta abusato, reverbero; questa la formula adottata dai Necroshine!

    Il sound di Dechristianrites va di pari passo con il songwriting, nulla di artefatto o elaborato: chitarre ruvide, una batteria abbastanza compressa e basso in sottofondo, forse una produzione home made, ma convincente nell'insieme. 

    I brani dell'album sembrano composti appositamente per dare un'ottima resa live e scatenare un selvaggio headbanging nel pubblico piuttosto che per generare atmosfera su disco: la struttura semplice e il ripetersi di "ritornelli" fa si che anche solamente dopo un singolo ascolto rimangano ben in testa, quando si dice "le cose semplici sono le migliori"!

    I titoli espliciti sono un'anteprima rispetto a ciò che si va ad ascoltare, apre la trainante "Blowjobing Jesus" con il suo inizio dai richiami vagamente Death e il suo finale esaltante che non da respiro, "Christian Sluts", "Crushed by the Cross" e "In the Splendor of Mutilation" i brani dove emerge anche una vena piu' malinconica ed epica, nuovamente serrate e durissime "Death Always Come Too Late" e "War of Whores", piu' dirette "Washed by Holy Cum" e "Blood of Christ", chiude "Esequie", un outro mortifero che si discosta nettamente dal resto dell'album.

    In conclusione, un lavoro apprezzabile, spontaneo e senza fronzoli, ricorda a tratti i vecchi Marduk, tuttavia non esente da piccole sbavature come una batteria a volte non propriamente precisa e un cantato in qualche occasione alle prese con metriche non curate; ciò non intacca la genuinità della proposta, una band da supportare e da godersi su cd e soprattutto dal vivo! 


    Andrea B.