R E V I E W
Shamanic Visions
Genre: Black Metal
Label: Satanath Records/The End Of Time Records
Country: Germany/Russia
Line Up:
Atha - vocals / khomus
Unhold - guitars / bass / drum programming
Pubblicazione congiunta di Satanath Records e The End Of Time Records: ecco il nuovo mini-album Shamanic Visions della band Shamanic Black Metal tedesco-russa Khara Ojuun.
Shamanic Visions è un mix di Black Metal, canti sciamanici astratti e khomus (lo strumento folk tradizionale, comunemente noto come scacciapensieri). Il disco racconta storie in lingua sakha sui rigidi inverni siberiani, sulla natura, sugli spiriti e su mondi paralleli. L'atmosfera gelida del nord, i ritmi rituali, le chitarre distorte e gli echi di spiriti antichi si fondono in un paesaggio sonoro ispirato all'isolamento e alla spiritualità tradizionale del Nord.
Si comincia con Хомус (Khomus), un'introduzione rituale che lascia ben presto spazio a Үлүйүү (Burning Cold). Quest'ultima parte con un incipit caratterizzato dal suono del khomus, per poi svilupparsi in modo piuttosto incalzante e violento. Il suono è decisamente raw, e i riff si mantengono cadenzati; il brano si configura come una vera e propria musica rituale, guidata da una voce disperata.
Anche la terza traccia, Буурҕа (Snowstorm), è caratterizzata da un uso massiccio dello scacciapensieri. Il drum programming è cadenzato ma un po' penalizzato nel mixaggio. Anche la voce appare molto alta nel mix, forse per una precisa scelta stilistica, ma questo sbilanciamento rende l'ascolto un po' difficoltoso, impedendo di assaporare appieno la composizione. In questo brano, in particolare, la voce si avvicina a un vocalizzo tipico delle tecniche del canto armonico (overtone).
Un chiaro esempio di questo stile vocale lo troviamo all'inizio del quarto pezzo, Ойуун (Shaman). Il brano si presenta lento, cadenzato e rituale, con brevi e improvvise accelerazioni. Si chiude infine con la quinta e ultima traccia, Ый суола (Road to the Moon), che chiude il cerchio in maniera coerente: la canzone riprende la struttura del resto del disco, mantenendo un'impronta fortemente rituale e la presenza costante dello scacciapensieri. Molto buona la scelta delle note conclusive, che portano la band verso uno stile più tipicamente Black Metal, in cui la resa finale risulta decisamente efficace. In definitiva, si tratta di un lavoro in cui la band ha preferito puntare sulla rappresentazione e sull'evocazione della musica rituale sciamanica, piuttosto che su un sound rigidamente ed esclusivamente Black Metal.
S.A.M.A.
