Infèren Tanatologie


R  E  V  I  E  W
    Infèren
    Tanatologie
    Year: 2026
    Genre: 
    Black Metal
    Label: Idependent
    Country: Italy
    Line Up:
    Carlo : vocals
    Mattia : guitars / bass /vocals
    HCrisry : bass
    Pelli : drums programming


    Gli Infèren, attivi dal 2011 nella provincia di Bergamo, giungono finalmente al traguardo del secondo full-length dopo una storia tormentata da numerosi cambi di formazione. Se gli esordi guardavano con ammirazione al Black Metal melodico svedese di stampo Dissection, l’evoluzione della band – che oggi vede nel batterista Schins l’unico membro originale – ha portato il progetto verso lidi decisamente più personali e concettuali.

    Dopo la partecipazione allo split "Teschi Ossa Morte" (2018), il gruppo ha abbandonato l'attività live per concentrarsi sulla creazione di un’opera ambiziosa. Il risultato è "Tanatologie", un disco autoprodotto che vede la luce nell'aprile 2026, segnando un netto distacco dal passato in favore di una ricerca lirica colta e multilingue.

    Il cuore pulsante di Tanatologie è il suo comparto testuale. Il vocalist C. Turra Caini guida l’ascoltatore attraverso un viaggio diacronico e geografico nel concetto di fine. La morte non è qui un semplice feticcio estetico, ma viene indagata come "crisi della presenza": dalla psicostasia egizia di "L’Ultimo Giudizio" alla discesa agli inferi virgiliana di "Descensio ad Inferos", passando per il colonialismo sanguinario di "Al di là del Mare" e il dramma del fronte alpino in "La Grande Fuga" (che vede la partecipazione di Aren degli Xpus).

    L'uso del cantato in italiano, arricchito da inserti in latino, greco, spagnolo e persino dialetto lombardo, conferisce all'opera un'aura rituale e autentica, che culmina nella critica sociale della conclusiva "Tempo Sprecato", dove la morte viene spogliata di sacralità per diventare un processo asettico e medicalizzato.

    Dal punto di vista sonoro, l'album si apre con un'intro dalle tinte medievali che sfocia in chitarre di chiara ispirazione Folk/Black. Il sound è volutamente grezzo e graffiante, con un cantato che spesso predilige una dimensione narrativa rispetto allo screaming tradizionale.

    Molto interessante il lavoro sulle voci, che alternano registri acidi a momenti più row e profondi, richiamando a tratti lo stile degli italiani Imago Mortis. Brani come "Dio della Strage" e "Descensio ad Inferos" convincono per i riff cadenzati e diretti, privi di concessioni alla melodia facile. Notevole l'azzardo tecnico in "Volti di Pietra", dove emergono inserti di basso slap, rarità nel panorama Black Metal che aggiunge un tocco di originalità. La traccia "La Grande Fuga" risulta particolarmente evocativa, specialmente nei passaggi più rallentati dove la band sembra trovare la sua dimensione migliore.

    Nonostante l'altezza dei contenuti, l'esecuzione presenta alcune lacune. La produzione appare talvolta sbilanciata: i volumi della drum machine risultano eccessivi, finendo per schiacciare il lavoro delle chitarre e appiattire la dinamica complessiva. Inoltre, il songwriting soffre di una certa ripetitività; la voce tende a seguire troppo le linee melodiche delle chitarre, creando strutture che, alla lunga, mancano di picchi o variazioni significative.

    Tanatologie è un album discreto ma ancora acerbo. Gli Infèren dimostrano una maturità intellettuale superiore alla media, capace di offrire prospettive inedite su temi classici del genere, ma devono ancora affinare la scrittura musicale e la cura del suono. C'è ancora molto spazio per crescere.


    S.A.M.A.