Arkha Sva - Donusdogama: En accrochant le mendiant qui tomba du trône de Dieu

R  E  V  I  E  W
    Arkha Sva
    Donusdogama: En accrochant le mendiant qui tomba du trône de Dieu

    Year: 2014
    Genre: Black Metal
    Label:
    Those Opposed Records
    Country: Japan
    Line Up: N/A
    Cover artwork by N/A


    L'ultima fatica del trio nipponico, attivo addiruttura dal lontano 1996, è questo EP uscito nel 2014 e composto da quattro tracce per poco più di un quarto d'ora di musica; una scelta singolare quella della band che, a parte il full-lenght "Gloria Satanae" del 2007, ha sempre centellinato le sue produzioni costruendo la propria discografia con una nutrita sfilza di demo, EP, compilation, live album e split. Figura in line up il cantante degli Anguis Dei ed è proprio lui a dare carattere ai brani degli Arkha Sva, spaziando con disinvoltura da un growl profondo a parti in screaming acide, da clean vocals epiche a falsetti e parti recitate, parrebbe aver preso spunto dai nomi piu' celebri del panorama Black Metal internazionale: nello stesso brano è come assistere ad un medley tra Dani Filh, Attila Csihar e altri "pezzi grossi" del genere. Dopo il breve intro "Donusdogama I" , troviamo il primo brano "Mekaluzo Kuhes Saitan", lento in partenza, con un arpeggio di chitarra dal suono "zanzaroso" e riverberato, il brano prende poi una velocità più sostenuta sorretto da tipiche partiture di batteria Black Metal, per poi rallentare nuovamente in un saliscendi costante arricchito da fraseggi gradevoli di basso che risultano piuttosto in evidenza. Anche nella successiva "Lonud Merk Ka'Osskh", si alternano velocità con riff malinconici dal sapore Finlandese ed arpeggi più grezzi, è il cantato, onnipresente e variegato, a catturare la scena...forse eccessivo. Chiude l'album "Donusdogama II", un outro che nulla aggiunge a quanto sentito in precedenza, ma che semplicemente chiude la breve release. Una produzione buona anche se, ad un primo ascolto, può sembrare grezza, tuttavia offre spazio a tutti gli strumenti in modo equilibrato, le idee proposte nei due brani, pur essendo abbastanza classiche, sono buone...vedremo se in futuro la band saprà stupire con una maggiore personalità, senza far leva unicamente sul cantato stravagante!

    Andrea B.